Ebbene si gente, rassegnamoci : l'estate 2019 è davvero finita!
Ombrelloni e lettini richiusi, teli da mare ripiegati con cura e riposti negli armadi, racchettoni e bocce rigettati in soffitta, e chi più ne ha più ne metta.
Ma la voglia di mare no, quella non tramonta mai.
Sopratutto per chi con quell'infinita distesa blu ci è nato e cresciuto.
Io proprio proprio sul mare non son nato, ma molto vicino, precisamente a Chieti.
Una delle città più antiche d'Italia (ebbene si, perfino più antica di Roma, pensate!) capoluogo di provincia situato su un colle a 330 s.l.m. e a circa 15 km dalla costa. Talvolta, nelle giornate dal cielo terso e limpido, il mare si vede pure da lassù.
In realtà esso è ben visibile perfino da oltre 2000 metri di altezza sulla cima della Majella, l'importante catena montuosa appenninica seconda (per altitudine) solo al Gran Sasso.
 Questo è l'Abruzzo : una bella storia. Una terra meravigliosa e unica, che non finirei mai di raccontare.
Una regione nota per le sue riserve naturali e i suoi parchi nazionali montani.
Meno, molto meno per le sue spiagge.
Da quando vivo al nord Italia (sei anni) ho avuto la conferma che la costa abruzzese, al di fuori dei confini regionali, è pressochè sconosciuta.
Un gran peccato (o una gran fortuna, dipende dai punti di vista) : nonostante oggettivamente non stiamo parlando nè Sadegna nè tantomento di Maldive, l' Abruzzo vanta delle spiagge davvero incantevoli.
Una fra tutte, a mio avviso, è Punta Aderci.
Per quanto io sia amante della mia regione, l'ho scoperta relativamente tardi e già da maggiorenne, essendo localizzata parecchio più a sud di Chieti , poco prima di Vasto (città carinissima, tra l'altro).
In realtà non è semplicemente una spiaggia, ma una vera e propria riserva naturale marittima, istituita ufficialmente nel 1998.
Circa 285 ettari di splendore, che vanno dalla spiaggia sabbiosa di Punta Penna fino alla foce del fiume Sinello, confinante con il comune di Casalbordino.
Qui la natura si racconta nel migliore dei modi : acqua cristallina, spiagge di sabbia dorata e ampia, alternate ad altre di rocce e ciottoli, gabbiani in volo, flora e fauna libere di manifestarsi rigogliose e selvatiche.
Tutti gli elementi protagonisti di questo quadro sembrano convivere in un piacevole e placido equilibrio, piccolo scrigno di quel mare Adriatico che non ti aspetti.



Con in più una ciliegina deliziosa, rappresentata da un meraviglioso trabocco, situato in mezzo al mare, a qualche decina di metri dalla riva.
Ma a dominare la scena, nel ben mezzo della riserva, c'è uno splendido promontorio, che raggiunge i 26 metri di altezza e scende a picco sul mare.
Da lassù il panorama è spettacolare. Oltre ad ammirare la moltitudine di sfumature del mare, si ha una visuale a 360 gradi su tutto il territorio circostante, con la Majella e il Gran Sasso che si ergono sullo sfondo.
A volte, al tramonto e con un po' di fortuna, si riesce anche a scorgere il Monte Conero, che si trova nelle Marche e che dista quasi 200 km. Un altro luogo a me tanto caro, ma di cui vi parlerò meglio in un'altra occasione.

E' molto facile da raggiungere la RIserva di Punta Aderci, sia dall'autostrada A14 imboccando l'uscita di Vasto Nord, sia dalla statale adriatica n.16 che costeggia il mare.


Per chi volesse trascorrere qualche giornata ed esplorare questi luoghi, consiglio di soggiornare a Vasto, una cittadina come dicevo poc'anzi molto carina, con un bel centro storico e molto viva, soprattutto in estate.

Da diversi anni la Riserva di Punta Aderci non è semplicemente una località di mare per me.
E' una certezza, un rifugio, un punto fisso di tutte le mie estati in Abruzzo.
Fateci un salto, anzi un tuffo. Non ve ne pentirete!


 



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