PER ME UN VIAGGIO NON TERMINA MAI : LA MIA INTERVISTA SU ROLLING PANDAS

Ciao amici viaggiatori!
Qualche giorno fa sono stato intervistato dal team di Rolling Pandas,  la piattaforma digitale di viaggi organizzati dove gli utenti possono cercare, scegliere e prenotare il loro viaggio ideale direttamente online. 
E' stato piacevole e stimolante potermi raccontare e confrontarmi con loro, una bella realtà digitale di specialisti esperti di viaggi, molto professionali e preparati.
Nell'intervista si parla delle mie origini in Abruzzo, di come è nata la mia passione per i viaggi, delle esperienze personali in Australia, Islanda, del mio tour in bicicletta attraverso l'Italia, e per finire  del mio nuovissimo progetto solidale in Africa che sta per partire.
Trovate l'intervista pubblicata nel sito di Rolling Pandas cliccando su questo link :

https://blog.rollingpandas.it/blog/per-me-un-viaggio-non-termina-mai

Buona lettura!

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- Il Mondo Attraverso -

PUNTA ADERCI, LA PERLA DELLA COSTA ABRUZZESE

Ebbene si gente, rassegnamoci : l'estate 2019 è davvero finita!
Ombrelloni e lettini richiusi, teli da mare ripiegati con cura e riposti negli armadi, racchettoni e bocce rigettati in soffitta, e chi più ne ha più ne metta.
Ma la voglia di mare no, quella non tramonta mai.
Sopratutto per chi con quell'infinita distesa blu ci è nato e cresciuto.
Io proprio proprio sul mare non son nato, ma molto vicino, precisamente a Chieti.
Una delle città più antiche d'Italia (ebbene si, perfino più antica di Roma, pensate!) capoluogo di provincia situato su un colle a 330 s.l.m. e a circa 15 km dalla costa. Talvolta, nelle giornate dal cielo terso e limpido, il mare si vede pure da lassù.
In realtà esso è ben visibile perfino da oltre 2000 metri di altezza sulla cima della Majella, l'importante catena montuosa appenninica seconda (per altitudine) solo al Gran Sasso.
 Questo è l'Abruzzo : una bella storia. Una terra meravigliosa e unica, che non finirei mai di raccontare. 
Una regione nota per le sue riserve naturali e i suoi parchi nazionali montani.
Meno, molto meno per le sue spiagge.
Da quando vivo al nord Italia (sei anni) ho avuto la conferma che la costa abruzzese, al di fuori dei confini regionali, è pressochè sconosciuta.
Un gran peccato (o una gran fortuna, dipende dai punti di vista) : nonostante oggettivamente non stiamo parlando nè Sadegna nè tantomento di Maldive, l' Abruzzo vanta delle spiagge davvero incantevoli.
Una fra tutte, a mio avviso, è Punta Aderci.
Per quanto io sia amante della mia regione, l'ho scoperta relativamente tardi e già da maggiorenne, essendo localizzata parecchio più a sud di Chieti , poco prima di Vasto (città carinissima, tra l'altro).
In realtà non è semplicemente una spiaggia, ma una vera e propria riserva naturale marittima, istituita ufficialmente nel 1998.
Circa 285 ettari di splendore, che vanno dalla spiaggia sabbiosa di Punta Penna fino alla foce del fiume Sinello, confinante con il comune di Casalbordino.
Qui la natura si racconta nel migliore dei modi : acqua cristallina, spiagge di sabbia dorata e ampia, alternate ad altre di rocce e ciottoli, gabbiani in volo, flora e fauna libere di manifestarsi rigogliose e selvatiche.
Tutti gli elementi protagonisti di questo quadro sembrano convivere in un piacevole e placido equilibrio, piccolo scrigno di quel mare Adriatico che non ti aspetti.

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Con in più una ciliegina deliziosa, rappresentata da un meraviglioso trabocco, situato in mezzo al mare, a qualche decina di metri dalla riva.
Ma a dominare la scena, nel ben mezzo della riserva, c'è uno splendido promontorio, che raggiunge i 26 metri di altezza e scende a picco sul mare.
Da lassù il panorama è spettacolare. Oltre ad ammirare la moltitudine di sfumature del mare, si ha una visuale a 360 gradi su tutto il territorio circostante, con la Majella e il Gran Sasso che si ergono sullo sfondo.
A volte, al tramonto e con un po' di fortuna, si riesce anche a scorgere il Monte Conero, che si trova nelle Marche e che dista quasi 200 km. Un altro luogo a me tanto caro, ma di cui vi parlerò meglio in un'altra occasione.

E' molto facile da raggiungere la RIserva di Punta Aderci, sia dall'autostrada A14 imboccando l'uscita di Vasto Nord, sia dalla statale adriatica n.16 che costeggia il mare.

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Per chi volesse trascorrere qualche giornata ed esplorare questi luoghi, consiglio di soggiornare a Vasto, una cittadina come dicevo poc'anzi molto carina, con un bel centro storico e molto viva, soprattutto in estate.

Da diversi anni la Riserva di Punta Aderci non è semplicemente una località di mare per me.
E' una certezza, un rifugio, un punto fisso di tutte le mie estati in Abruzzo.
Fateci un salto, anzi un tuffo. Non ve ne pentirete!

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- Il Mondo Attraverso - 




BARCELLONA DA SCOPRIRE : CASA VICENS, LA PRIMA OPERA DI ANTONIO GAUDì

Barcellona è senza ombra di dubbio una delle città turistiche più gettonate in Europa
La amiamo in tanti, me compreso.
I giovani ventenni per il divertimento : la movida spagnola  probabilmente raggiunge la sua massima potenza nella capitale catalana  
Ma Barcellona è anche tanto altro.
Barcellona è anche tanta cultura, arte, buon cibo, mare, bel clima, gente calorosa.
E' quartieri con ognuno un' anima diversa.

E' ricca di tanti luoghi diventati simboli famosissimi : dalla Sagrada Familia a piazza di Spagna, dalla Rambla al Parc Güell, dal Montjuic al Tibidabo e tanti altri ancora.
Per tutti questi motivi Barcellona resiste ancora da anni ai piani alti della personale classifica delle mie città preferite, e credo ci resterà ancora per molto tempo.
Proprio lo scorso weekend mi sono recato in città per la mia DECIMA volta.
Avete capito bene, sono stato ben dieci volte a Barcellona durante tutti questi anni. A volte per periodi lunghi anche diverse settimane, altre (come in questo caso) per brevissimi soggiorni, quelli che io chiamo le "fughe nel weekend".
Non mi annoia mai, anzi. Ogni volta scopro un qualcosa di nuovo che mi sorprende, aspetto comune a tutti quei luoghi veramente e oggettivamente belli. Come Barcellona, appunto.
Questa volta ho scoperto
casa Vicens.

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Cos'è Casa Vicens?
E potrei concludere il racconto con una semplice parola di tre lettere : WOW!
Ma non mi basta, perchè voglio assolutamente che la scopriate anche voi.
In realtà l'avevo puntata già da diverso tempo, ma nelle ultimissime mie trasferte catalane non ero mai riuscito a visitarla.
E invece stavolta , complice un weekend davvero improvvisato e qualche ora libera in attesa di incontrarmi con altri amici in città, ce l'ho fatta.
E ne è valsa decisamente la pena.
Si tratta di una delle case del famoso artista catalano Antonio Gaudì e la sua prima importante opera in assoluto, dichiarata nel 2005 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Un' opera di un Antonio ancora giovanissimo, ma che già dimostrava di avere una creatività unica e un talento incredibili, che da li a pochi anni sarebbero esplosi attraverso opere di fama mondiale quali casa Batllò, La Pedrera, tutto il Parc Güell e soprattutto la Sagrada Familia.
Paradossalmente l'ascesa delle sue successive meraviglie fu uno dei motivi (ma non l'unico) che oscurò in parte casa Vicens, decisamente meno famosa rispetto a tutte le altre opere appena citate. Anzi, per molti del tutto sconosciuta.
Ma compreso, fino al 2017, anno in cui è stata finalmente riaperta al pubblico dopo un lungo restauro.

Dove si trova?
E' ubicata nel quartiere Gracia, un quartiere meraviglioso, appena a nord di Placa Catalunya.
Gracia in passato era un comune a se stante confinante con Barcellona, dalla quale poi è stato inglobato.

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Ed effettivamente, passeggiando tra le sue viuzze, ho sempre percepito un'atmosfera particolare. Non sembra proprio di trovarsi in una grande città di oltre un milione e mezzo di abitanti (e oltre tre milioni e mezzo se si considera tutta l'area metropolitana), piuttosto in una piccola cittadina, ricca di botteghe e scorci pittoreschi.
Uno di questi angoli caratteristici è rappresentato proprio da casa Vicens, che appare all'improvviso nel mezzo di una piccola strada, Carrer de les Carolines.

La visita
A primo impatto si nota subito lo stile inconfondibile dell'autore, spiccatamente modernista. Questa casa però presenta anche diversi elementi gotici, a tratti islamici e orientaleggianti, dai colori caldi tipici del mediterraneo.

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La facciata 

La facciata è ricca di numerosi richiami ad elementi naturali, come ad esempio i garofani sugli azulejos, le piastrelle dipinte a mano dallo stesso artista, che si alternano a mattoni rossi e pietra grezza, con motivi sia verticali che a scacchiera, che ricordano molto lo stile arabo.

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Entrando poi, si rimane sorpresi.
La
natura continua a farla da protagonista, ma, a differenza delle sue successive opere, dove viene rappresentata come un grande caleidoscopio di colori e forme geometriche irregolari, qui appare più ordinata e definitiva.

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Ad  incominciare dal grazioso
 giardino , già ampiamente annunciato dalle decorate piastrelle prima citate, e contornato da ringhiere in ferro battuto che ricordano delle foglie di palma, presenti nel cortile.
  
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L'interno è anch'esso ordinato, dalla pianta quadrangolare e suddiviso in quattro livelli : cantina, due piani abitati e una soffitta, più una piccola terrazza.

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Ma la struttura risulta tutt'altro che squadrata, anzi, gli angoli sono stati proprio quelli che mi hanno più colpito, in forte contrasto con tutto il resto della casa. In particolare l'angolo occupato dalla sala fumatori al primo piano. Una vera esplosione cromatica che mi ha ricordato atmosfere marocchine e orientali al tempo stesso.

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la Sala Fumatori

In tutte le stanze non mancano elementi e simboli legati alla natura, dipinti alle pareti, decorazioni ai soffitti e bassorilievi.   

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Ed è un piacere passare da una stanza all'altra ed ammirarli, in un contesto tranquillo e poco affollato.

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Ben diverso da quello che solitamente caratterizza altre famose opere di Gaudì come casa Batllò e La Pedrera,
prese costantemente da assalto dai turisti ogni giorno dell'anno.

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Casa Batllò

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Casa Milà (La Pedrera)

Per questo motivo la visita di Casa Vicens risulta doppiamente piacevole.

Brevi cenni storici
Come accennato poc'anzi, casa Vicens è stata la prima vera opera importante di Antonio Gaudì, commissionatagli nel 1878 da Manuel Vicens Montaner I, un agente di borsa proprietario del terreno dove oggi sorge l'edificio, come sua casa di villeggiatura.
I lavori, iniziati nel 1883 si protrassero a lungo, fino al 1888.
Successivamente la casa passò in mano a diversi altri proprietari e subì numerose modifiche, la più importante nel 1925, quando fu suddivisa in tre appartamenti e fu ridotto drasticamente il giardino, diventando
 una residenza annuale e non più solamente estiva, e andando a snaturare in gran parte il progetto originale dell'artista.

Rimase residenza privata fino al 27 Marzo 2014, quando la banca di Andorra Morabanc la acquistò, desiderosa di aprirla al pubblico, Seguì quindi un lungo restauro di tre anni, con l'obiettivo di ricreare il più possibile il modello originale di Gaudì. 
La casa-museo Vicens fu riaperta quindi appena due anni fa, il 16 Novembre 2017.

Informazioni pratiche
Il biglietto intero di ingresso costa 16 euro, 12 per gli under 25 e 14 per gli over 65, mentre i minori di anni 11 entrano gratis. Ci sono poi anche interessanti visite guidate in diverse lingue, tra cui l'italiano. Nel sito ufficiale potrete trovare tutte le info.

Merita assolutamente una visita credetemi, ne rimarrete molto soddisfatti.
Un'opera assolutamente imperdibile per chi ama l'arte e il genio di Antonio Gaudì.
Proprio come me, che ogni volta che torno a Barcellona non posso fare a meno di immergermi nuovamente in essa, riscoprendo ogni volta la sua intramontabile bellezza.


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L' "ITALIA ATTRAVERSO" : da Torino in giro per l'Italia con una e-bike



COS'E' L' "ITALIA ATTRAVERSO"?

L' "Italia Attraverso" è un viaggio che ho nella mia testa da tempo.

Molto ambizioso e complesso per me, che non sono nè un ciclista nè tantomeno un atleta, ma allo stesso tempo affascinante e speciale.

Un viaggio che sto progettando silente da mesi, e che spero di riuscire a realizzare finalmente questa Estate.

Non sarà un normale tour itinerante nel Bel Paese.

A differenza dei soliti "on the road", avverrà con un mezzo di trasporto a me semisconosciuto fino ad un anno fa, entrato un po' per caso nella mia vita e che mi sta pian piano conquistando : la BICICLETTA ELETTRICA.

So che molti ciclisti ora storceranno un po' il naso, convinti sostenitori della bella e gloriosa bicicletta tradizionale :D

Ma lasciatemi spiegare.



L'IDEA

L'e-bike è un tipo di bicicletta che presenta al suo interno un piccolo motorino elettrico il quale, all'occorrenza, fornisce un sostegno durante la pedalata.
Un mezzo ancora poco utilizzato in Italia, per tanti motivi. Il primo è sicuramente una mancanza di una rete stradale adeguata, problema generale che riguarda un po' tutto il panorama ciclabile italiano.

A mio parere però, la bicicletta, uno dei mezzi di trasporto più antichi, paradossalmente può e deve rappresentare il FUTURO, per tutti noi.

A partire dal trasporto urbano nelle grandi città, sempre più soffocate dallo smog e dal traffico.

Ad oggi i livelli di INQUINAMENTO dell'aria sono davvero allarmanti, e la situazione sta diventando sempre più insostenibile.

Io che vivo a Torino, una città bellissima ma ahimè anche una delle più inquinate d'Italia, ne so qualcosa. E sono certo che questo grigio argomento riguardi da vicino anche molti di voi residenti in altri grandi centri.

Ciò che ancora MANCA nel nostro Paese è una CULTURA DELLA BICICLETTA come oggetto di uso quotidiano, ben presente invece in tanti altri stati Europei. Basta farsi un giro anche solo in Francia o in uno qualsiasi dei Paesi del Nord Europa per rendersene conto.

L'idea della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi tutti i giorni al lavoro, andare a fare la spesa, o perchè no, andare in vacanza, fa ancora tanta fatica ad affermarsi, lontana anni luce dalle nostre abitudini.

Io stesso non sono ancora riuscito a farla mia, principalmente perchè vinto dalla PIGRIZIA e dalla comodità, dal timore e sopratutto dall' IGNORANZA.

Educare una popolazione a modificare le proprie abitudini in favore di una migliore qualità di vita, salvaguardando l'ambiente in cui si vive, rappresenta un processo lungo, che non si può pretendere di attuare dall'oggi al domani.

Quello che però si può fare nell'immediato è SEMINARE, lanciare dei messaggi e degli esempi concreti, che, se ben indirizzati, possono col tempo davvero fare la differenza.

Da questi miei pensieri, e grazie all'esempio di altri (tanti) CICLOVIAGGIATORI incontrati durante questo ultimo anno, a volte un po' per caso, vera fonte di ispirazione per me e che non ringrazierò mai abbastanza, nasce l'idea di questo viaggio.

Nel tentativo di smettere di essere pigro e ignorante, di uscire dalla mia "comfort zone" e cercare davvero di vivere un'esperienza significativa, per me, per gli altri, e nel rispetto dell'AMBIENTE.

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PERCHE' UNA E-BIKE?

La scelta specifica di preferire una e-bike ad una bicicletta tradizionale è dovuta principalmente a TRE MOTIVI.

Il primo è essenzialmente PSICOLOGICO, legato alla mia inesperienza e ai piccoli-grandi timori che ho nell'affrontare questa avventura, inutile nasconderli.
Lo dico francamente : il sapere di essere "assistito" mi dona una sorta di sicurezza inconscia, che già so essere solo apparente, ma che mi sta aiutando ad affrontare questa sfida con più coraggio e più serenità.

Il secondo motivo è una conseguenza del primo, ma riguarda più il mio FISICO.
Ho da tempo piccoli problemi legati alla schiena, assolutamente non gravi ma che con un "aiuto" tecnico spero verranno attutiti il più possibile. Sopratutto nella mia testa.

E il terzo, forse il più importante di tutti, è legato proprio a quel MESSAGGIO e a quell'esempio di cui parlavo prima.
Salire in sella ad una bicicletta per intraprendere un viaggio, corto o lungo che sia, non è decisamente una idea tipica del cosiddetto "turista medio".
Grazie però al sostegno della pedalata assistita, anche chi non è allenato e anche chi non è più giovanissimo può provare a farlo.

Ricordo ancora la prima volta che ho provato a pedalare con una e-bike, qualche mese fa. Io stesso non volevo credere alla facilità di pedalata, nonchè alla sua EFFICIENZA e, particolare non di poco conto, al DIVERTIMENTO che si prova nell'usarla.

Se anche solo una persona,seguendo il mio viaggio, ne sarà incuriosita e deciderà di provarla, avrò già raggiunto un piccolo ma grande obiettivo.



IL VIAGGIO COME PERCORSO, NON COME META

L' "Italia Attraverso" è un VIAGGIO, il mio viaggio.

Una SFIDA con me stesso, desideroso di compiere un'esperienza che sono sicuro mi rimarrà dentro per sempre.

Sono sempre stato abituato a pianificare i miei viaggi fin nei minimi dettagli.

Qualche volta ho provato ad improvvisare, e anche con discreti risultati, ma sempre con la sensazione di non essere davvero soddisfatto.

Soprattutto ultimamente, ho sempre percepito che ai miei viaggi mancasse qualcosa.

Bei posti, belle giornate, ma mancava qualcosa.

Recentemente però il destino ha deciso di farmi conoscere dei viaggiatori straordinari, incredibilmente condensati tutti in questo ultimo mio anno.

Mi hanno ispirato tantissimo, e grazie a loro ho intuito cosa mi mancava : vivermi il cammino, il percorso, più che la meta finale di un viaggio.

Smetterla di preoccuparmi di visitare più attrazioni possibili in un weekend. Smetterla di avere fretta.

L'esigenza di partire e di scoprire, giorno per giorno, lentamente. Passo dopo passo.

E in questo caso specifico, pedalata dopo pedalata.



UN VIAGGIO DA CONDIVIDERE

Ma l' "Italia Attraverso" è anche sopratutto una IDEA che vorrei CONDIVIDERE.

Il mio desiderio è quello di incuriosire e coinvolgere più persone possibili in questo mio percorso : chiunque voglia seguirmi, sostenermi, darmi una mano, ospitarmi, ma sopratutto ACCOMPAGNARMI.

Anche solo per una tappa o per un breve tratto di pochi chilometri. Con una qualunque bicicletta o un qualunque altro mezzo di trasporto "green" a disposizione.

Per dimostrare come un viaggio del genere, all'apparenza difficile per persone comuni e non allenate come me possa essere in realtà alla portata di tanti.

Low cost, DIVERTENTE, salutare e rispettoso dell'ambiente.



QUANDO PARTIRO' ? CHE GIRO FARO'?

Partirò il 3 AGOSTO 2019 da Torino e scenderò giù verso il Sud Italia, esplorando la zona del Monferrato, attraversando l'Emilia Romagna, costeggiando il mar Adriatico...e poi chissà, vedremo. Fin dove il mio fisico, il mio spirito e sopratutto la mia testa mi porteranno, senza troppi vincoli o imposizioni.

L'unico vincolo vero che ho è purtroppo la durata : massimo UN MESE, più verosimilmente tre settimane.

Confido di arrivare fino in ABRUZZO, la mia regione, ma spero di spingermi ancora più a Sud, senza escludermi niente a priori ma senza neanche troppe aspettative, data la mia inesperienza.

Questa è la mia linea guida.
Non prevedo grandi stravolgimenti, ma piccole variazioni si, quelle saranno tante e inevitabili e credo all'ordine del giorno.
So già che le varie tappe cambieranno forma e data diverse volte, da oggi fino al giorno della partenza e anche in corso d'opera. Modifiche relative agli alloggi, ad imprevisti di varia natura, alle condizioni meteo, ai problemi fisici del sottoscritto, e così via.

Non escludo di coprire qualche tratto del percorso in TRENO se sarà strettamente necessario (e sempre se sarà possibile : il trasporto di biciclette sui treni è ancora estremamente inefficiente in Italia, un aspetto che sarà interessante verificare ed approfondire).

Ma il bello di questa tipologia di viaggio è anche questo : l'IMPREVEDIBILITA', che in questo caso però fa rima con LIBERTA'.

Prevedo pernottamenti sia in campeggi attrezzati che in città, sfruttando il più possibile canali come COUCHSURFING e WARMSHOWERS, confidando nella ospitalità e nella generosità di persone del posto e di chiunque voglia accogliermi, ma senza alcun tipo di pretesa.



COME SEGUIRMI?

Con cadenza spero giornaliera, in generale appena potrò, pubblicherò foto, video e storie raccontando il mio viaggio, qui nel mio blog e sopratutto attraverso i miei vari CANALI SOCIAL (pagina facebook, instagram e canale youtube) e vi aggiornerò sulle variazioni e sugli sviluppi.

Questo semmai decideste di unirvi a me, o anche solo se vi venisse voglia di incontrarmi lungo il mio percorso, per scambiare due chiacchiere, berci un caffè insieme e conoscerci.
E Perchè no, farvi provare la bici!

Per CONDIVIDERE DAVVERO un' esperienza INSIEME.

Ne sarei davvero felice.



ALLORA, CHE NE DITE? FACCIAMO UN GIRO?

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TRE GIORNI A OHRID : ALLA SCOPERTA DELLA MACEDONIA DEL NORD

In occasione del ponte per la festa di San Giovanni a Torino, ho trovato un fantastico volo low cost per la località di Ohrid (Ocrida in italiano), una piccola cittadina situata sul lago omonimo in Macedonia del Nord, nella zona meridionale del Paese al confine con l'Albania e la Grecia.
Scommetto che molti di voi non l'hanno mai sentita nominare e altrettanti in questo preciso istante la staranno cercando su google maps :D
Ebbene, confesso che è proprio quello che ho fatto io non appena ho beccato questa offerta della compagnia aerea Wizzair, 50 euro a/r tramite il sito di skyscanner, applicazione meravigliosa che permette di scovare i vari voli e tutte le offerte in base ai giorni e alle destinazioni.
Chi mi conosce sa bene che le mete poco gettonate e meno note sono pane per i miei denti, e non mi sono fatto sfuggire l'occasione di partire alla scoperta di un territorio a me totalmente sconosciuto.
Entusiasta fin da subito, lo sono stato ancora di più una volta arrivato. Una località che mi ha sorpreso, e nella quale mi sono rilassato, ho visitato luoghi interessanti e mi sono anche molto divertito.

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La partenza
In verità il primo impatto non è stato dei migliori. Innanzitutto a causa delle due ore abbondanti di ritardo del volo, fortunatamente senza troppe conseguenze (sono atterrato alle 21 anzichè alle 19).

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L'aeroporto di Ohrid, Macedonia del Nord

Una volta fuori dall'aeroporto di Ohrid, uno degli scali più piccoli che io abbia mai visto, ho avuto la sfortuna di beccare un tassista non molto onesto, il quale, oltre a parlare pochissimo inglese e a dare l'impressione di essere anche leggermente brillo, mi ha abbandonato nel ben mezzo della piazza principale , a ridosso della città vecchia, un groviglio di strade e viuzze nel quale è inevitabile perdersi senza opportune indicazioni. E difatti è stato cosi anche per me, privo di internet (la Macedonia del Nord è una nazione che non fa parte dell UE) e senza alcuna mappa. Ho provato a chiedere aiuto ai passanti e ai residenti, ma senza successo : alcuni non parlavano inglese, altri erano turisti. L'unica soluzione è stata quella chiedere aiuto ad un altro tassista, questa volta molto educato e gentile, che ha capito subito il problema e mi ha portato diritto a destinazione, regalandomi anche la corsa. Talmente gentile, che l'ho subito prenotato anche per il viaggio di ritorno, onde evitare altri spiacevoli imprevisti.


Il mio appartamento, nel cuore del centro storico

Ad accogliermi ho trovato Biljana, una simpatica signora bionda, proprietaria, oltre dell'appartamento dove avrei alloggiato, anche di un piccolo minimarket situato proprio di fianco all'abitazione. Una bilocale su due livelli tutto per me, molto carino, con cucina, bagno, camera con ben tre letti, armadio e tv. Recentemente ristrutturato, semplice e funzionale. 20190621_213812jpg

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Ma ad essere bello è stato sopratutto il prezzo : 40 euro totali per tre notti! Favoloso!


Primo impatto con la città : tanti turisti...macedoni!

Dopo un rapido check in e sistemato il bagaglio, sono uscito subito per andare a cena. In appena due minuti a piedi sono arrivato nella piazza principale, la stessa dove mi aveva lasciato il primo tassista, e mi sono subito reso conto che Ohrid, sebbene sia per noi italiani semisconosciuta, in realtà è la località balneare più turistica della Macedonia del Nord, che non ha sbocchi sul mare.

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 Ho trovato tanti turisti provenienti dalla regione dei Balcani, macedoni ovviamente ma anche tanti albanesi, serbi, bosniaci, e anche tanti turchi. Va da se che la piazza e il lungolago sono pieni di ristorantini, bar, locali e anche qualche discoteca. 

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"E io che credevo di trascorrere un weekend tranquillo da solo!" è stata la prima cosa che ho pensato, sorridendo.

Un'altra cosa che ho notato subito però, è stata la quasi totale assenza di italiani. Avevo già avuto delle avvisaglie sull'aereo, nel quale avevo incrociato principalmente macedoni, e ne ho avuto conferma quella sera e anche nei giorni a seguire. Per ben due giorni non ho incontrato italiani, e solo durante il terzo giorno ho incrociato, per caso e sbadatamente, una piccola famigliola del meridione, intenta a contrattare un giro in barca, oltre a due ragazze milanesi in un locale in riva al lago, tra l'altro decisamente antipatiche e poso socievoli. Per cui, vi dirò, molto meglio così, immerso tra gli autoctoni! Decisamente.

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uno scorcio della piazza centrale di Ohrid 


La cucina macedone, una piacevole sorpresa!

Un incontro però decisamente utile e piacevole è stato quello con Lorenzo, un ragazzo pugliese conosciuto a Malpensa prima di imbarcarmi, diretto a Skopje dalla sua fidanzata macedone. Ovviamente ne ho approfittato per chiedere dei consigli, visto che non sapevo nulla o quasi della cultura macedone. Mi ha dato delle dritte sul cibo da assaggiare che si sono rivelate preziose, e ho scoperto a sorpresa piatti della tradizione macedone davvero ottimi. Uno su tutti l'Ajvar, una salsa molto diffusa anche in altri nazioni limitrofe, a base di peperoni, peperoncini, melanzane e aglio. Esistono versioni dolci e piccanti, e si mangia spalmata su pane o anche per condire la carne.

Io che amo assaggiare piatti e specialità locali ogni volta che viaggio, l'ho subito ordinata la prima sera.

Che dirvi, davvero deliziosa! Talmente buona che l'ho ordinata ogni sera a cena, come antipasto o aperitivo, e ho perfino comprato tre barattoli da riportare a casa.

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un "assaggio" di Ajvar

Anche per quanto riguarda il cibo i prezzi sono decisamente bassi per noi italiani. Quella prima sera, un assaggio (decisamente abbondante) di Ajvar, un piatto di carne con verdure e patatine, una birra e un dolce mi sono costati la modica cifra di 10 euro!
Un altro piatto tipico della cucina macedone è il Tavche gravche a base di fagioli, peperoncino e farina, cotto al forno e servito all'interno di pentole in terracotta. Considerato il piatto nazionale, è tuttavia molto più diffuso nel Nord del Paese e meno nella zona di Ohrid. Motivo per il quale ho deciso di non assaggiarlo, preferendo invece testare piatti a base di pesce , vera specialità locale.
Il lago di Ohrid è il lago con il maggior numero di specie endemiche del mondo : ben 212 fra animali e vegetali. Ma a farla da padrone è sopratutto la fauna ittica, in particolare con la trota e il carpione di Ocrida, esemplari unici che vivono solo in questo lago, e che sono una vera prelibatezza.
L' enorme valore naturalistico è uno dei motivi per il quali il lago è stato dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, insieme al suo centro storico, di cui vi parlerò a breve.

Una cena di pesce a base di trota e carpione, con l'immancabile ajvar e birra Skopsko (una delle tante birre locali, probabilmente la più nota e anche la più buona a mio parere) mi è costata appena 16 euro. Stra-top.

Per colazione invece mi sono recato ogni mattina in uno delle tante bakery dislocate lungo la Bulevar Makedonski Prosvetiteli, una delle vie principali che taglia trasversalmente la città fino a raggiungere la piazza principale. Tanti dolcetti e torte rustiche salate da provare, accompagnati da un caffè espresso fortunatamente il più delle volte discreto, spendendo circa un euro ogni mattina, e facendo incetta di rustici take away per il pranzo.

Da non perdere - il centro storico

Ohrid iniziava a piacermi sempre di più e non solo per il costo della vita molto basso.

Mi è bastato fare due passi la prima sera dopo cena tra i vicoli stretti della città vecchia per intuire subito che mi attendeva un weekend bello, in cui avrei fatto il pieno di natura, storia e cultura.

Il centro storico di Ohrid è uno dei più antichi insediamenti umani d'Europa e del Mondo. I primi resti ritrovati infatti risalgono al 6000 a.C.
E già questo dovrebbe bastare per comprendere il motivo per il quale, oltre all'incredibile ricchezza del lago di cui vi ho già parlato, questa località è stata nominata nel 1979 dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Secondo un’antica leggenda, Ohrid ospitava in passato ben 365 cappelle nella sola cittadella, una per ogni giorno dell’anno. E in effetti attraversando il centro se ne incontrano diverse : alcune grandi e importanti come la chiesa di Santa Sofia, altre nascoste e totalmente mimetizzate tra una casa ed un'altra. 20190622_175501jpg

chiesa di Santa Sofia (esterno)


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chiesa di Santa Sofia (interno)

Tra tutte , quella che mi ha colpito di più è stata senza dubbio la chiesa di San Giovanni Caneo. Forse complice il fatto che ci sono arrivato quasi il tramonto, mentre passeggiavo liberamente senza meta (sono stato senza internet per tre giorni, una meraviglia!) e i colori tutt’intorno erano bellissimi.

O più semplicemente perché la vista da lassù a qualunque ora del giorno è un qualcosa che ti lascia senza fiato letteralmente. Non siete d’accordo?
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chiesa di San Giovanni Caneo

Il belvedere si raggiunge facilmente con una semplice passeggiata di 15 minuti dalla piazza principale, e da lì si può continuare a salire, e raggiungere il monastero di San Pantaleone (edificio storico importantissimo che ospitò in passato una delle più antiche università d'Europa) e la Fortezza dello zar Samuele, il punto più alto della cittadella, di cui sono ahimè rimaste originarie solo le mura. Da lì la vista sul lago e sulla città è ancora più incredibile, ma, non so, non mi ha emozionato tanto quanto il belvedere di San Giovanni.

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vista sulla cittadella e sulla fortezza dello zar Samuele

Continuando a esplorare il centro storico, dalla fortezza si ridiscende lentamente e si raggiunge il teatro Antico, e il suggestivo cortile con all'interno la chiesa di S. Maria Perivlepta e dei santi Costantino ed Elena.

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chiesa di S. Maria Perivlepta

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teatro Antico

Da lì mi sono inevitabilmente e felicemente perso. Ho percorso viuzze sempre più strette e ingarbugliate, consapevole però che, scendendo, prima o poi sarei arrivato al lago. Ho incontrato lungo in cammino tantissime altre chiesette minuscole, che non saprei più localizzare, neanche facendo una ricerca su google maps, tante botteghe e negozietti, prima di risbucare, dopo qualche chilometro, nuovamente nella piazza centrale, ormai unico mio vero punto di riferimento.
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Il consiglio che mi viene quindi da dare è proprio quello di esplorare il centro storico, localizzando magari i monasteri più importanti da visitare, e poi di perdersi. Tanto alla fine, prima o poi il lago spunta sempre all'orizzonte, e allo stesso tempo si ha modo di apprezzare meglio l'anima antica della città, davvero notevole.

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Da non perdere - esplorare il lago di Ohrid : la Baia delle Ossa e il Monastero di San Naum

Che sia a bordo di un traghetto, di un catamarano a motore o di una barca a vela, non si può non fare un minitrip nel lago.

Ne vale assolutamente la pena, non solo perchè si ha la possibilità di ammirare scorci meravigliosi, ma anche perchè lungo le sponde del lago vi sono diversi luoghi di interesse storico e naturalistico che meritano assolutamente di essere visitati.

In realtà sono tutti raggiungibili anche via terra, in auto e con trasporti pubblici, ma a mio avviso in barca tutto assume un fascino diverso.

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Io ho scelto una gita di mezza giornata a bordo di un catamarano a motore da 12 posti, con guida e bevande incluse, al costo di 20 euro per una durata di circa sei ore.


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Tra tutti, i due luoghi più interessanti che abbiamo visitato lungo il percorso sono stati senza dubbio  La Baia della Ossa e il Monastero di San Naum.

  

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La Baia delle Ossa è un vero e proprio sito archeologico, nel quale vi è una ricostruzione di un antichissimo villaggio di palafitte in legno, risalente intorno al 1200 a.C. e i cui resti sono stati ritrovati proprio in questa insenatura. L'insediamento ricostruito si presume sia stato una piattaforma di circa 8.500 m², che all'epoca poteva ospitare circa una sessantina di abitanti, collegato alla terraferma da una passerella.

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 In prossimità di questa sorge l'omonimo Museo , dove sono esposti molti resti ritrovati in quella zona e risalenti al quel periodo, come utensili, ceramiche, oggetti in pietra e parti di animali (corna e ossa per l'appunto).
Il tutto condito da un'acqua cristallina, i cui colori oscillano da un verde mare intenso ad un giallo ocra sorprendente, dovuti alla presenza di alghe sul fondale.

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Luogo sicuramente affascinante, l'ennesimo dove respirare natura e storia e pieni polmoni.
Ma l'attrazione più famosa dell'intero Lago di Ohrid è senza dubbio il Monastero di San Naum.

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Si trova nel punto più a sud della sponda macedone del lago, e fu fondato nel 905 da Naum di Ocrida, uno scrittore e storico medioevale, venerato dalla Chiesa Ortodossa.

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Monastero di San Naum

Un monastero molto piccolo ma carino, impreziosito da un meraviglioso e curatissimo giardino, popolato da maestosi e coloratissimi pavoni.

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In particolare ne ricordo uno bianco bellissimo, che si è lasciato avvicinare senza timore, ma anche tanti altri sbucavano in continuazione, rendendo ancora più caratteristico il luogo.

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Dal monastero poi è possibile raggiungere, con piccole barchette o anche a piedi con una piacevole passeggiata di pochi minuti nei boschi (io ho preferito quest'ultima opzione), la sorgente del torrente da cui ha origine il lago. 

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chiesa di S. Madre di Dio

Il punto esatto da cui sgorga l'acqua è situato all'interno della piccola chiesetta S. Madre di Dio, immersa nel verde. Secondo un'antica leggenda, l'acqua del fiume sarebbe curativa per tutte le donne che non riescono a rimanere incinte.

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A mio avviso il luogo più suggestivo visitato durante questa breve gita intorno al lago.

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Da non perdere - sentieri a piedi, percorsi in bicicletta e sport estremi : immergersi nella natura

Ohrid, il suo lago e in generale tutta la regione che li ospita offrono tantissimi spunti per gli amanti del trekking, dello sport e della natura in generale.
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Il Parco Nazionale di Galitchitsa, che occupa gran parte del territorio a sud est della città, è pieno di sentieri interessanti, e vi è davvero l'imbarazzo della scelta. Inoltre, numerosi sono anche i percorsi ciclabili lungo le sponde del lago, particolare per niente scontato e che mi ha sorpreso fin dal primo giorno, colpito dalle diverse piste presenti anche in città. 

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Sono stato molto tentato dal noleggiare una bici e probabilmente se avessi avuto un giorno in più l'avrei fatto, proprio per costeggiare le rive del bacino e esplorarlo da un'altra prospettiva. 

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Tuttavia ho deciso di impiegare le mie ultime ore di permanenza ad Ohrid con un'esperienza di sport estremo che non avevo mai fatto prima, ma che desideravo da tanti anni : il parapendio!


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Il club Cuba libre, uno dei locali più gettonati della zona, organizza con guide esperte lanci per i turisti, e a prezzi decisamente interessanti e molto vantaggiosi. Non potevo perdermi questa occasione di vivere questa esperienza adrenalinica, e decisi quindi di prenotare un lancio per lunedi mattina, alle ore dieci.

Partiti con un furgoncino direttamente dal locale, siamo saliti su su, nel punto più alto del Parco nazionale, a circa 1200 mt di altitudine (il lago si trova a circa 700 mt s.l.m.). 

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Con me Paulina, una simpatica ragazza polacca, decisa a lanciarsi anche lei come me per la prima volta, e un signore ungherese invece decisamente più esperto, che si è buttato in solitaria. E infine le due guide, una per me e una per la ragazza.

Confesso che una volta lassù un po' di ansia c'è stata, ma è durata davvero poco. Sopratutto perchè, dopo piccole e poche raccomandazioni divulgate dalla guide e dopo essere stati legati per bene, siam partiti senza neanche un attimo di attesa, quasi a nostra insaputa.

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Da quel momento, una volta in cielo, è stato davvero tutto molto divertente. Ho girato un video e scattato tantissime foto con una action-cam fornita dall'organizzazione.

E sopratutto è stato straemozionante.

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Vi lascio solo provare ad immaginare il panorama da lassù.

Provo a spiegarvelo con queste foto, ma è impossibile rendere totalmente lo spettacolo, ve l'assicuro.

E' sicuramente un'esperienza da provare, sopratutto se siete avventurosi come me. 

Al contrario la sconsiglio vivamente a chi soffre di vertigini e ai deboli di cuore. Per voi, molto meglio ammirare i paracadute venire giù dal monte mentre siete comodamente sdraiati su un lettino del locale, magari sorseggiando un ottimo cocktail o una birretta ghiacciata!

Terminata questa incredibile esperienza, mi sono fermato a pranzo con Paulina e suo marito, ed è stato molto piacevole chiacchierare con loro; quelle belle conoscenze con cui condividere piccoli momenti piacevoli durante un viaggio.

Ahimè il mio piccolo weekend ad Ohrid era così giunto al termine.

Bellissimo.
Un fine settimana rilassante e molto piacevole, in una località poco famosa ma che davvero merita di essere visitata ed esplorata.

Un luogo in cui sicuramente tornerò : ho ancora tutto il resto della Macedonia del Nord da scoprire, e sono davvero molto curioso.

Come sempre ;)  

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