IL MIO VIAGGIO IN ISLANDA - EPISODIO 3 : PROGETTARE E PERDERSI


Esaurita l’euforia iniziale, legata ai biglietti aerei acquistati a prezzi stracciati, per qualche settimana l’argomento Islanda venne momentaneamente accantonato.

Sia io che Manu eravamo presi da mille altre cose : lavoro, impegni famigliari, altri viaggi (quello mio in Giordania fu meraviglioso, ma questa è un’altra storia), poi ci furono le vacanze di Natale e tanto altro. Ma quell’isola lontana in realtà era sempre li, nei nostri pensieri, e durante i miei ritagli di tempo iniziai lentamente a buttare giù una bozza di itinerario, e a fantasticare su quello che sarebbe stato.

Le ferie natalizie trascorsero, come sempre, molto rapidamente, tant’è che io e Manu ci ritrovammo verso metà Gennaio con la prima di una lunga serie di videochiamate su skype, incentrate completamente sulla pianificazione del nostro viaggio.

Iniziammo subito a discutere dell’argomento autonoleggio, che rappresentava uno dei tanti nodi da sciogliere di primaria importanza. Semplice utilitaria,una 4x4, o altro? Un noleggio per l’intero periodo o solo per alcuni giorni? Che tipo di assicurazione? E tanti altri quesiti.

Optammo alla fine per una semplice utilitaria, dato che in estate la “ring road”, ovvero la statale n.1 a forma di anello che circonda per intero l’isola, è praticamente tutta percorribile senza rischi di ghiaccio o guadi, ed è tutta asfaltata. Cosi come anche altre strade secondarie che si diramano da essa, e che permettono di raggiungere molte delle principali attrazioni turistiche, come il famoso Circolo d’ Oro, diverse cascate famose, la spiaggia nera di Vik e tanti altri luoghi meravigliosi di cui parlerò più avanti.

Navigando in rete tra i principali motori di ricerca di autonoleggio, la scelta ricadde sulla compagnia bsp-auto  con la quale noleggiammo una classica ma affidabile Fiat Panda per tutta la durata del viaggio (in foto la vedete a metà del nostro viaggio :-)). Dieci giorni, con ritiro il 5 e consegna il 15 agosto, spendendo in totale 516 euro, incluso il secondo conducente e l’assicurazione completa, carburante escluso. Non poco ma neanche troppo considerando gli standard islandesi, e rimanendo decisamente soddisfatti. Probabilmente l’esserci attivati con diversi mesi di anticipo ci agevolò sulla scelta e ci permise una spesa contenuta. Consiglio quindi di muoversi sempre per tempo per noleggiare un mezzo in Islanda, soprattutto se si ha intenzione di andare durante i mesi di maggior afflusso turistico, come Agosto per l’appunto.

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Verso fine Gennaio venimmo a conoscenza per puro caso di un concorso indetto da una fiera veneta legata al mondo del turismo itinerante, che premiava i due progetti di viaggio on the road più originali e avventurosi; e cosi per gioco decidemmo di partecipare. 

Ricordo ancora la sera che inoltrai la candidatura. Scrissi una bozza di un programma che prevedeva un mese di viaggio on the road in tenda intorno all’isola. Ovviamente non fattibile con il nostro budget personale, ma attuabile in caso di vittoria del premio in denaro previsto, quindi perchè non sognare? Alla fine un po’ a sorpresa venimmo selezionati tra le 47 migliori proposte e invitati ad esporre il nostro progetto durante la fiera, che si svolse il primo week end di Febbraio a Padova.

Fu un’esperienza molto bella che ricordo con piacere; mi permise di entrare in contatto con un mondo, quello del turismo e dei viaggi, che ho sempre vissuto da viaggiatore, ma che per la prima volta ebbi la possibilità di assaporare dal punto di vista degli addetti ai lavori. Durante questo week end conobbi tantissime persone appassionate di viaggi come me, partecipanti al concorso o semplici visitatori della fiera, e fu interessante interagire con loro, scambiare opinioni, ricevere e dare consigli sui viaggi futuri. Per la cronaca non vincemmo ma arrivammo comunque in finale tra i primi dieci viaggi. Ma poco m’importava : il nostro viaggio in Islanda era sempre più vicino e sull’isola noi saremmo andati, con o senza concorsi (e anche perché i vincitori furono davvero meritevoli e grandiosi! Nella foto io e Manu durante la fiera).

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I mesi scivolarono via uno dopo l’altro , e il nostro itinerario di viaggio prendeva sempre più forma.

Gli obiettivi erano diversi, ma la linea guida era unica e ben chiara : riuscire a percorrere la ring road in dieci giorni, possibilmente senza correre troppo e cercando di non farsi prendere dalla fretta.

L’islanda va assaporata con calma e vissuta attimo dopo attimo, di questo ne ero estremamente convinto. Cosi come ero consapevole, e ora a fine esperienza posso confermarlo a gran voce, che l’isola è una terra tanto bella quanto imprevedibile.

In primis il clima : scordatevi di consultare le previsioni del tempo la sera per il giorno dopo, è una pratica alla quale siamo abituati quando viaggiamo, ma in Islanda è quasi del tutto inutile. 

Come vedrete in seguito nel racconto, il clima in Islanda muta talmente tanto rapidamente, che succede che ti svegli al mattino presto con il Sole già ben alto e splendente nel cielo, ma non fai in tempo ad alzarti dal letto che magari è già calato un nebbione senza senso, da non riuscire a vedere più la tua macchina parcheggiata dalla finestra della tua camera. Giusto il tempo di una doccia e comincia a piovere, e inizi lentamente, come dire, ad “arrabbiarti”, senza sapere ancora però che dopo mezz’ora uscirai di casa con lo zaino in spalla e che dovrai legarlo in vita estremamente bene se non vorrai che le raffiche di vento, che nel frattempo si saranno improvvisamente e impetuosamente alzate, te lo trascinino via. E magari, infine, entrerai in macchina, infreddolito e bagnato, e mentre imposterai il navigatore prima di mettere in moto, il Sole tornerà a fare capolino e a riscaldarti con i suoi 18 gradi.

Interessante vero? E questo non è niente : del pomeriggio in cui io e Manu ci perdemmo in mezzo alla nebbia tra i fiordi dell’Est e senza gps ve ne parlerò più in la.

Prima di buttarmi a capofitto sul racconto del viaggio vero e proprio, quello che posso aggiungere in conclusione è che in Islanda bisogna andare preparati.

Decisamente preparati. Soprattutto se come me non si è abituati ad ambienti nordici e se si hanno poche ore di trekking sulle gambe.

Io studio sempre tantissimo prima di partire per un viaggio, ma non sono mai partito così preparato come prima di questo. E meno male!

Non conto ormai più quante guide, libri, mappe, cartine, siti internet, forum dedicati all’Islanda io abbia consultato. In quanti negozi di attrezzatura sportiva da trekking io sia entrato, quante foto su instagram e quanti video su youtube io abbia visto durante tutti i mesi prima della partenza. Ricordo un documentario incentrato solo ed unicamente sui puffins (in italiano pulcinelle di mare), dei simpatici uccelli colorati simbolo dell’isola, che mi incollò alla televisione per un intero pomeriggio di Aprile, cercando di captare qualunque informazione utile per poterli scovare una volta li.

Quindi : studiare e pianificare per bene si, ma non troppo. O meglio, non tutto tutto. Come si vedrà gli imprevisti miei e di Manu furono diversi, alcuni divertenti, altri decisamente meno.

E questa esperienza mi ha insegnato ancora una volta che viaggiare non è solo recarsi in un luogo già letto o già visto in tv. Significa anche e soprattutto scoprire qualcosa di inaspettato, che nessuna guida o mappa, per quanto accurata e aggiornata, può darti; viaggiare significa cambiare opinione, vedere le cose da punti di vista differenti, insomma il viaggio è movimento, un mix tumultuoso di luoghi e eventi in cui perdersi senza se e senza ma. E bisogna essere pronti a perdersi in questo mix, altrimenti si finisce banalmente per compiere uno spostamento da un punto ad un altro, senza capire neanche il perchè lo si sta facendo.

Quindi progettate e perdetevi nei vostri viaggi.

Io ho provato a farlo in Islanda. Come sarà andata?

E’ arrivato il momento di scoprirlo. Si parte!


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